INSALATA RUSSA

Insalata russa monoporzione su cucchiaio di ceramica

Insalata russa: tanti modi, diverse presentazioni. 
Si può definire il must dell’ antipasto di casa, un mito con tutte qualità e nessun difetto,  dove tutti siamo cuochi sopraffini e dove tutti abbiamo la nostra ricetta. Trovate alcune idee sul bel sito di GreenMe, tra le quali anche la mia ricetta dell’ Insalata russa di riso! 
Ci salva ogni pranzo: piace praticamente a tutti e si prepara in anticipo. 
Le sue origini sono controverse …

Maionese

Ingredienti per 1 dose

  • Uovo intero grande (gr. 60) a temperatura ambiente, 1
  • Olio di girasole a temperatura ambiente, 320 cc.
  • Sale, qb

Il miglior risultato,secondo me, si ottiene con il minipimer: una bella maionese densa, compatta, riesce sempre (o quasi) ed è facile aggiungere eventuale olio.
Uso l’ olio di girasole perchè non si altera con la conservazione in frigo.
Inserire tutti gli ingredienti nel bicchiere e frullare secondo la velocità indicata.
Nel caso, aggiungere poco olio.
Se si vuole aromatizzare al limone o all’ aceto, unire quando è densa poche gocce per volta, continuando a montare con il minipimer. 
Metterla in un contenitore ermetico e conservare subito in frigorifero.


Insalata russa

Ingredienti

  • Maionese, 1 o 2 dosi
  • Patate, gr. 400
  • Carote, gr. 200
  • Piselli, gr. 150 (ottimi i surgelati, non uso quelli in scatola)
  • Sottaceti, gr. 150
  • Aceto, gr. 40 circa per 1 l. d’ acqua

Le dosi sono indicative: dipende dai gusti individuali.

  • Procedimento standard

Lessare preferibilmente a vapore, mettendo l’ aceto nell’ acqua, le verdure tagliate a dadini.
Tritare piuttosto finemente i sottaceti, in robot.
Unire le verdure e i sottaceti, schiacciando un poco con la forchetta carote e patate, se sono troppo consistenti.
Condire con sale, poco aceto e poco olio.
Lasciare raffreddare bene e amalgamare con la maionese, inserendo gli scarti delle uova sode che non  si utilizzano per la decorazione.
Posizionare in contenitore o piatto adatto, ricoprire con maionese e decorare, generalmente con le uova sode, sottaceti, cetriolini, olive,gamberi o quello che la fantasia ispira.

  • Varianti
  1. Passare allo schiacciapatate 2 patate e amalgamarle alla parte di maionese che si adopera per condire le verdure.
    L’ impasto ha un aspetto più legato, che si presta più facilmente a diverse presentazioni.
  2. Si può unire una scatoletta di buon tonno, accuratamente privato dell’ olio, sminuzzato e unito alle verdure.
    Questa era la mia prima ricetta dell’ insalata russa: c’era anche un’ abbondanza di maionese … forse la ricordate!

Attualmente preferisco prepararla con le verdure a dadini, senza tonno ed evitando grandi dosi di maionese.


Presentazione

Da qualche anno, se posso, evito di presentare l’ Insalata russa in grande formato: non mi piace quella cucchiaiata un po’ informe nel piatto.
Preferisco le monoporzioni, siano esse per un finger food o per un antipasto. 
Si possono realizzare con recipienti di porcellana, ceramica, acciaio, vetro o, anche, con plexiglass e contenitori monouso: la forma e le dimensioni varieranno a seconda della quantità da offrire.
Una fotografia rappresenta una coppetta del gelato: tutto viene bene! 

Nota. Cosa dire sulla tipologia di verdure che la compongono? Patate, carote e piselli sono le più usate e, devo dire, quelle che mi sembrano più indicate … forse solo per abitudine! 
Cime di cavolfiori e di broccoletti, rape bianche, fagiolini possono essere una piacevole aggiunta. Eviterei invece l’ inserimento di prosciutto, pollo o altre carni perchè snaturano il piatto.


Si dice che … indovinate? 

Nel  ‘700 l’ insalata (alla) russa era denominata “insalata alla genovese” (ed eccoli che ritornano!) sembra fosse una delle portate dei pranzi di gala dell’ aristocrazia genovese.

Altra versione fa risalire la sua nascita a metà ‘800: il cuoco russo di origine belga Lucien Olivier, proprietario del centrale ristorante Hermitage a Mosca, preparò un’ insalata molto ricca con ingredienti spesso stagionali e la cui ricetta era”segreta”, soprattutto per il particolare condimento. Tale segreto fu carpito da un suo aiutante che la ripropose in un ristorante  dove era andato a lavorare, ma non ebbe il successo sperato.
La ricetta di Olivier, da cui il nome dell’ insalata Olivier, come era chiamata la controversa insalata, era particolarmente ricca e ricercata, con alimenti di pregio e soprattutto con un condimento composto da aceto di vino francese, senape e olio d’oliva della Provenza che ne caratterizzava il sapore.
L’ infido aiutante rivendette in seguito la ricetta ad alcune case editrici che contribuirono alla diffusione del piatto.

Si dice ancora che, più indietro nei tempi, Bona Sforza d’ Aragona, che sposò il re di Polonia agli inizi del ‘500, portò un’ antenata dell’ insalata russa cucinata dai suoi cuochi meneghini e che, poi modificata, ritornò in Italia con il nome di Insalata russa.

Non finisce qui. Potrebbe essere stata ideata da un cuoco piemontese di Casa Savoia, vissuto anche lui nell’ ottocento.
Per omaggiare la visita di dignitari russi in visita al re, raccolse le migliori verdure disponibili nell’ orto e le condì con una salsa, anche in questo caso diversa dalla maionese. 

Curiosità. Assume nomi diversi a seconda della nazione in cui viene preparata: in Germania e Scandinavia è “italiana”, in Russia “alla Oliver”  o “alla polacca” o alla “genovese”, “Piemontese” in Francia, “Imperiale” o “Castigliana” in Spagna, mentre in Italia è “russa”.  

 

 

 

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