Nonno Filippo, ovvero l’ unico vero cuoco in famiglia

Nonno con zii a Cuneo durante il militare

Nonno Filippo, vulgo “u Pippu” è l’ unico, che io sappia, che si sia potuto fregiare del titolo di cuoco. Si dice, io non ricordo, che cucinasse bene; è anche vero però, giusto per la cronaca, che era poco incline alla critica, pur la più innocua … è vero anche che le sue ricette tramandate sono gustosissime! :)
In casa era il “verbo”, l’ autorità assoluta con quattro grandi passioni, in rigoroso ordine alfabetico (perchè l’ ordine di preferenza non so se e come fosse):

  • caccia,
  • cucina,
  • Divina Commedia (sì, proprio quella),
  • lirica.

Impulsivo come pochi, faceva presto ad alterarsi così come a sbollirsi. Bisogna dire che i miei due zii erano delle pesti sonore e mia mamma, a ruota, andava loro dietro o li copriva. Zia Irma invece era la tranquilla, la “dunin”, ma di questo ne parlerò un’ altra volta.
Ritornando alle passioni di nonno Filippo, era il cuoco indiscusso dei pranzi domenicali e delle feste. Non erano tempi facili allora, ma alla sua tavola erano sempre invitati i parenti anziani, il fratello della nonna con la famiglia e, se non al desco, spesso mandava mia mamma a portare il pranzo a persone in difficoltà: era un uomo generoso.
Fatto sta che non si limitava a cucinare, figuriamoci! Precursore di Benigni, era solito declamare la Divina Commedia, la sua Divina Commedia (che conosceva a memoria),  o elargiva citazioni a seconda della necessità. 

Quando preparava il “tuccu” (tocco, il sugo di carne a lunga cottura) per condire i ravioli, canticchiava invece Verdi o Puccini. In questi casi la casa si svuotava dei figli, sì sì anche la zia Irma: rimaneva soltanto nonna Adele, la mediatrice.
Amante della caccia, si era ferito in giovanissima età alla mano, rimediando 2 dita che gli rimasero accavallate: non si sa come facesse a sparare ma, con il bisnonno prima e con i due figli dopo, è sempre andato a caccia finchè ha potuto.
Ha tramandato per consuetudine la sua cucina a mia zia e, qualcosa, è passata a me. Ovviamente i gusti che sono cambiati nel tempo hanno variato alcuni ingredienti: io non uso il midollo di bue per il tuccu, neanche le cotenne nelle minestre, meno che mai il terribile basilico conservato sott’ olio (mai mangiato un pesto così cattivo!): zia Irma ha continuato per anni lo stesso metodo!
Delle sue passioni ha tramandato la caccia ai miei zii e la cucina a me anche se, il cuoco era lui, of course! :D

 

 

 


  

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