LE LASAGNE AL FORNO DELLA BEFANA

Lasagne al forno della Befana, su tavolo con Befana

La Befana vien di notte,   Con le scarpe tutte rotte,   Col vestito alla romana,   Viva, Viva La Befana! 

A me la Befana è sempre piaciuta. Quando, per un periodo, l’ avevano declassata a giorno feriale, c’ ero rimasta malissimo … e non che fossi bambinetta! 
Cercando notizie sulla vecchietta arzilla, ho scoperto che … Ha origine, come spesso accade, da riti pagani, pare addirittura risalenti tra il 1000 e 1500 a.C., propiziatori al nuovo anno e ai cicli dell’ agricoltura e che si legarono nei secoli al culto del Dio Mitra.

Tipologia dell’ Epifania sono le belle giornate terse e fredde (se questo strano clima ce le porterà ancora … la tramontana sembra abbia lasciato il posto alla macaia perenne, cielo coperto e umidità alta), e le lasagne, per me al forno. Ne sono sempre stata ghiotta: per me erano il piatto delle feste, Epifania, compleanno e onomastico. Le lasagne di mia mamma erano ricche, non come le napoletane, ma sempre belle corpulente. Sinceramente queste sono meno ricche (d’ altra parte la Befana è bella secca), ma sempre più di una normale pasta, anche perchè a forza di pranzi … non se ne può più. 
Sono una valida alternativa alle comuni, il ragù è vegetale ed, essendo della Befana, hanno la caratteristica della pasta al carbone vegetale, che crea un bel contrasto, senza variare il sapore! 
E’ usanza mangiare le lasagne in questa ricorrenza e, ovviamente, in Liguria vanno alla grande quelle al pesto, uno dei nostri must!
In onore quindi a questa festa, ho pensato alla Lasagne della Befana (a Carlo non l’ ho ancora detto … ), che ne dite?

Lasagne al forno della Befana, Ingredienti sul tavolo

 

Ingredienti ragù:

Sapori già puliti:

  • gr. 130 carote, gr. 160 cipolle, gr. 30 sedano tagliati a cubetti
  • 1 spicchio d’ aglio e 2 rametti di rosmarino tritati
  • Salsa di pomodoro, gr. 350
  • Olio evo, generoso

Far rosolare a lungo e a fuoco basso i sapori, senza farli colorire. 
Aggiungere la salsa di pomodoro e, dopo 10′, salare e unire il trito di rosmarino e aglio.
Coprire e far cuocere per 40′ circa, allungando con poca acqua se occorre.

Lasagne al forno della Befana, ragù vegetale in contenitore bianco

 

Ingredienti besciamella:

  • Latte, gr.1/2 litro (ho usato quello intero)
  • Burro, gr. 40
  • Farina, gr. 40
  • Sale, 1/2 cucchiaino da caffè

Questa besciamella o, pardon, questa “Sauce Béchamel” è la ricetta di mio zio Paolo (se avete dubbi rileggete il Clafoutis): d’ altra parte, come ricetta francese, chi può dare migliori indicazioni?
Sciogliere dolcemente in un pentolino dal fondo pesante (o non leggero) il burro.
Togliere dal fuoco (questo lo dico io) e mescolare la farina e il sale: sul fuoco diventerebbe troppo densa con rischio tostature e bruciacchiamenti … non si addicono!
Ottenuto un composto omogeneo, diluire con poco latte fuori dal fuoco e, a questo punto, rimettere sul fuoco integrando il latte e mescolando continuamente: i grumi non sono ammessi ma, se e dico se, dovesse essercene 1 o al massimo 2, una passata di minipimer li fa fuori subito … comunque non dovrebbero formarsene.
Cuocere a fuoco basso per 10′.
Per evitare che si formi la crosticina, mescolarla periodicamente fino all’ intiepidimento.

Lasagne al forno della Befana, Besciamella in contenitore bianco

 

Ingredienti lasagne:

  • Farina 0, gr. 150
  • Farina di semola di grano duro, gr. 50
  • Uova, 2 
  • Olio, 1 cucchiaio
  • Carbone vegetale, 8 pastiglie
  • Eventuale poca acqua da integrare
  • Sale

 

Lasagne al forno della Befana, Impasto in contenitore bianco

Tritare le pastiglie di carbone e passarle al mixer con parte della farina 0, fino a quando il carbone avrà la consistenza del talco. 
Mischiare quindi le farine con il sale e impastare con gli altri ingredienti. All’ occorrenza aggiungere poca acqua.
Il mio impasto è più morbido perchè preparerò delle lasagne molto sottili da non cuocere (uova controllate e senza tempi di stallo).
Mettere in un contenitore, ungere leggermente la superficie, coprire con pellicola e riporre in frigorifero per almeno 1 h.
Trascorso il tempo, preparare le lasagne secondo abitudine. Io con la macchina della pasta, passate al penultimo dente 2 volte e della misura del tegame: nel mio caso 2 per piano.

Lasagne al forno della Befana, impasto delle lasagne

 

Per la farcitura:

  • Emmenthal bavarese, gr. 300 (o, se si preferisce un sapore più dolce, usare quello francese o altro formaggio a piacere) grattugiato a grana grossa
  • Formaggio grana grattugiato, qb

Preparazione:

 

Lasagne al forno della Befana, vari strati in tegame

Mi preparo tutti gli ingredienti pronti sul tavolo; allungo con un po’ di latte la besciamella perchè, non cuocendo le lasagne, necessitano di più liquido, ma senza esagerare (con il caldo si liquefa di più).
Inizio gli strati nel tegame:

  1. sugo;
  2. lasagne;
  3. besciamella, inserendone anche un poco nella sovrapposizione delle lasagne;
  4. emmenthal;
  5. sugo,
  6. grana grattugiato, spolverata.

Lasagne al forno della Befana, Dettaglio della pasta cotta

Ripeto gli strati (io ne ho fatti pochissimi, 3 in tutto, per accelerare la cottura, ma vanno benissimo anche di più) e termino con delle strisce delle lasagne avanzate a griglia, ungendole con un poco di olio del sugo o evo.
Infornare a 150° statico per 30/35′.
Servire direttamente dal tegame.

Nota. Il contrasto cromatico le rende scenografiche e, udite!udite!, Carlo le ha preferite a quelle normali, malgrado il ragù vegetale e le innovazioni … sarà passata la Befana? :D

 


Questi riti furono in seguito adattati dai Romani; dal solstizio invernale c’ era un periodo di interregno di 12 giorni, alla fine dei quali si celebrava la fine e il nuovo inizio di Madre Natura:  rappresentata come una vecchia e benevola strega che volava per i cieli notturni: stanca per avere profuso le sue energìe per 12 mesi e ormai secca, era bruciata come un ramo per rinascere dalle sue ceneri come una fenice, una luna nuova. 

Nelle 12 notti ritenevano che delle fanciulle volassero sui campi per propiziarne i raccolti (in un certo senso ancora oggi rimane una predizione nei primi giorni dell’ anno per i futuri mesi, ad es. sul clima che sarà). Prima di queste figure era Diana, dea legata alla cacciagione e alla natura in genere.

Epifania, festa cristiana che pare risalire al II secolo d.C., dal greco “epiphàneia: apparizione, manifestazione” e da cui origina il termine Befana, celebra la rivelazione di Dio tramite suo figlio Gesù Cristo ai Re Magi e la Befana simbolicamente porta i doni come fecero i Magi con Gesù.
Secondo una leggenda, i Re Magi, non trovando la strada per andare a Betlemme, chiesero a una vecchietta indicazioni sul percorso da seguire e di accompagnarli, ma la donna si rifiutò di uscire da casa.
In seguito si pentì del suo gesto: preparò dei dolci e andò a cercarli. Non riuscendo però a trovarli, si fermò dalle case che erano sul suo cammino, donando dolci ai bambini e sperando che uno di essi fosse Gesù, continuando a cercarlo fino ai giorni nostri!

La notte tra il 5 e il 6 è magica e, districandosi tra riti, magìe e avvenimenti anche un po’ inquietanti, si può dire che:
• gli animali parlano nelle stalle e nei boschi circostanti sul destino degli uomini, ma se qualcuno ascolta tali profezie muore all’ istante;
• si spazza casa, da est a ovest,  con una scopa magica , per portare via tutto il negativo; 
• a mezzanotte nelle case avvengono strani prodigi:  i muri si trasformano in ricotta, le lenzuola si trasformano      in lasagne, le catene del camino in salamini, i morti resuscitano;
• è anche la notte di predizioni e riti amorosi!

Secondo una vecchia tradizione, con l’arrivo della Befana molte famiglie povere si aggiravano per le case ricevendo doni, di solito generi alimentari, in cambio degli auguri.
Oggi, però, la Befana è una sola: porta con sé regali e dolcetti da dare ai bambini e si porta via le feste! E, come ogni personaggio nato dalle storie tramandate nel tempo, anche lei ha sembianze e abiti dei quali non si può proprio liberare.
Particolarmente festeggiata a Roma, sembra che la Befana dorma tra i tetti di Piazza Navona gremita nel periodo natalizio di bancarelle cariche di dolciumi e regali.
Girovagando in Spagna i bimbi alla mattina del 6 corrono alla porta, dove hanno lasciato acqua e cibo per i cammelli e dove dove i Magi hanno deposto i loro doni.
In Francia invece si mangia un dolce speciale, la Galette des Rois dove inizialmente era nascosta una fava e oggi un confetto o una mandorla: chi trova il prezioso cibo diventerà il re o la regina della festa, indossando una corona dorata!
La Chiesa ortodossa celebra il Natale il 6 gennaio: in Russia Padre Gelo con la vecchina Babuschka porta i doni ai bambini.
Infine in Islanda il 6 gennaio è chiamato il tredicesimo perchè è il 13° giorno dal Natale e terminano tutte le feste natalizie: una lunga fiaccolata, con a capo il re e la regina degli elfi, incontrano a metà strada l’ ultimo dei Babbi Natale, gli jólasveinar ovvero gli amici del Natale (ehh già, perchè loro hanno il primo il 12 dicembre, ne arriva uno ogni giorno fino a Natale e se ne andranno poi via 1 al giorno … capito bambini?) e, a termine del percorso, finisce con un bel falò e fuochi di artificio! 

Befana appesa a un muro di mattoni con pannocchia e stadera