FOCACCIA DOLCE, UNA MERENDA SEMPLICE

Focaccia dolce a fette su tavolaccio e vecchio tegame a fianco

Figassa duçe

La focaccia dolce sa di casolare di campagna, di stufa accesa e di cose semplici. Non è un dolce elaborato: nasce nell’ entroterra genovese come versione “dolce” del pane. Preparata nel periodo natalizio, inizialmente era una focaccia con lo zucchero. Nel tempo si è arricchita dei pochi prodotti presenti nelle case: nocciole o noci, uvetta e fichi seccati a fine estate … ma tutto con parsimonia; i pinoli venivano comprati, eventualmente, solo per il pandolce di Natale, perchè a Natale non si fa economia …  La vera delizia era lo zucchero sopra che, in fondo, era quello che la rendeva dolce davvero! Ogni casa aveva un fornetto nella stufa a legna, o veniva posta a cuocere tra le braci ardenti tra due tegami. Amata dai bambini e dagli anziani, ai quali era principalmente riservata, alla sera gli uomini la imbevevano nel vino e zucchero. Era il dolce di nonno Filippo: la preparazione della focaccia era appannaggio di nonna Adele e tale è rimasto; raramente mamma o zia Irma l’ hanno riproposta, anche perchè le merende e le torte sono cambiate!  Il nonno, in alternativa, pucciava nel vino dolce gli anicini (i deliziosi biscotti natalizi genovesi al sapore di anice) che mamma gli portava sempre e, se rimaneva senza, l’ alternativa era il pane biscottato nella stufa … il vino e zucchero dopo la cena era il suo appuntamento serale!
Difficile avere una ricetta vera, sia perchè variava in base agli ingredienti che ciascuno aveva e sia perchè si è arricchita nel tempo.
Questa è la mia ricetta: un compromesso tra i tempi!

Ingredienti su tavolo da lavoro con vecchia bilancia

Ingredienti

  • Farina 00, gr. 450
  • Zucchero, gr. 125 + quello di copertura
  • Burro, gr. 100 morbido + i fiocchetti di copertura
  • Uova, 2
  • Uvetta, gr. 60
  • Pinoli, gr. 40
  • Acqua, gr. 70
  • Latte, gr. 50 + quello per spennellare
  • Marsala, q.b.
  • Lievito di birra. gr. 15
  • Scorza di limone grattugiata, pochissima

In un contenitore, impastare l’ acqua tiepida con il lievito e gr. 100 di farina.
Coprire e lasciare lievitare per h. 1,30 circa.
Nel frattempo mettere a bagno l’ uvetta nel marsala.
Riprendere la biga e scioglierla con il latte tiepido. 
In un contenitore, o sulla madia, unire le uova all’ impasto, aggiungendo la farina (tenerne un etto circa da parte per lavorare meglio l’ impasto, che risulterà appiccicoso), il burro a pezzettini, lo zucchero a cui si è mischiato il limone. Amalgamare bene aiutandosi con una spatolina, coprire bene l’ impasto e lasciare lievitare per almeno 2h.
Riprendere la focaccia e adagiarla delicatamente nel tegame imburrato e infarinato (o rivestito di carta forno) allargandola con le dita: l’ altezza deve essere di circa 2 cm.

Torta ronta da infornare
Spennellare la pasta con latte tiepido e coprire con pellicola trasparente. 
Riporre al caldo e far lievitare ancora per 30/40′.
Disporre sulla superficie dei fiocchetti di burro e cospargere di abbondante zucchero semolato.
Cuocere a 165°/170° per 30′: se la superficie dovesse colorare troppo, coprire con un foglio di carta forno.
Nel forno a legna, rigorosamente dopo aver cotto il pane, a circa 150° per 30/35′.

Nota. Come la focaccia salata, ha come nemica il tempo, sia meteorologico che il suo trascorrere: tende infatti ad asciugare. E’ veramente buona a colazione o a merenda, pucciata nel caffelatte o nel tè e, ovviamente, nel vino e zucchero!

Focaccia dolce appena sfornata in vecchio tegame di alluminio