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      La maggiorana persa: perché?

Un gioco di parole, ma non solo. Per i liguri e per altre regioni salta subito all’ occhio: la maggiorana è chiamata “persa”.
Ma anche perché ha bisogno di cure, altrimenti è “persa”.

I sapori perduti: persi, in parte. Tutti identificano la nostra pianta per eccellenza nel basilico: non è così.
Il basilico è il fondamento della nostra ricetta più conosciuta, il pesto, ma la cucina ligure ha la sua erba principe nella maggiorana:
                                      cima, pasqualina, ravioli, lattughe ripiene, polpettoni, frisceu…

Il carattere: è poco appariscente, nulla a che vedere con l’ amato rosmarino e con la salvia… ma è tenace, determinata, ha carattere.

L’ origine: è originaria dell’ Africa nord-orientale, dell’ Asia centrale denominata in antichità genericamente Persia. Sembra sia stata portata in Europa dai Crociati.

Per del tempo, perché è un po’ che coltivo questo progetto, l’ idea del nome è stato “bouquet di ricette”: amo molto  i fiori e le piante in genere.
Poi  la scintilla, nell’ ultima settimana, quando occorreva decidere:
e se? … ma dai! … troppo legato al territorio? Ma noo … sì dai, proviamo! La maggiorana persa!
Ed eccomi qua!

Foto di Francesca

About me

Genovese doc, classe 1958, come tutti i liguri sono fortemente legata al mio territorio, alla sua anima ed alla sua identità. Come tutti i genovesi, grandi navigatori, volgo anche lo sguardo lontano, oltre il mondo chiuso che ci caratterizza spesso come un bozzolo.
Sposata da molti anni con Carlo, un figlio grande, Luca e un cane, Loch: la mia famiglia.

Mi presento.

Cuochina pensierosa davanti agli ingrdienti

Non sono cuoca…
e ho uno staff che… beh…lo staff è questo.

Non sono fotografa …
E non so neanche scrivere …

A questo punto vi chiederete: “ malgrado tutto, fai un blog di cucina???”        

Ebbene sì, cucinare mi è sempre piaciuto.
Il mio vero esordio in cucina è stato nella primavera del 1969, l’anno dello sbarco sulla luna. Mia mamma era uscita con papà per una visita ed io preparai cena: una focaccia con il formaggio che sicuramente non era proprio tipo Recco … ma che fu ovviamente molto apprezzata!
In seguito la mia esperienza in cucina è proseguita con alcuni notevoli insuccessi .  ricordo (e ricordano) i panini duri come pallettoni, le seppie e piselli salatissime, impasti della torta che decoravano la cucina (avevo qualche problema con lo sbattitore) e che, cotti, rimanevano delle spesse sottilette o con la Fossa delle Marianne al centro … ma giuro che crescevano!!!
… e, per fortuna, anche con dei successi che sono aumentati nel tempo! Anche se, devo dire, gli insuccessi sono sempre dietro l’angolo!
Mi piace la cucina genovese e ligure tradizionale, spesso tramandata dai nonni, mamma e zii e spesso rivisitata. Mi piace molto sperimentare cibi e sapori nuovi con accostamenti anche innovativi, esperienze che ho deciso di condividere con voi, se vorrete seguirmi!

Un caro ringraziamento voglio dedicarlo ai miei cari, che tra mugugni, apprezzamenti e crescenti entusiasmi, mi hanno sostenuto e sopportato i miei discorsi, ultimamente abbastanza monotematici.

E un grazie a tutti voi per essere giunti in queste righe,        

                                                                                                                    francesca vassallo